Contesto storico

Storia e Leggenda

Il viaggio di tre secoli del Santo Graal attraverso i Pirenei aragonesi e il ruolo di Bailo come Sede Reale.

950–1063

Il Graal a Bailo

La tradizione colloca il calice dell'Ultima Cena nella Sede Reale di Bailo per buona parte del X e dell'XI secolo, nel pieno processo di formazione del Regno d'Aragona.

Mentre le fonti regionali indicano un periodo compreso tra il 950 e il 1063 per la custodia del Graal a Bailo, alcune fonti ufficiali della comarca restringono il periodo al 1014–1035. Non esiste un consenso accademico definitivo sull'anno esatto e questa pagina riporta entrambe le indicazioni invece di fissare una data unica non verificata.

In quel periodo Bailo non era un paese periferico: era sede amministrativa e religiosa del nascente regno, sotto sovrani come Sancho III el Mayor. La regina Munia e il vescovo Mancio II sono le altre due figure centrali della tradizione, insieme all'infante Ramiro, futuro primo re d'Aragona.

Storici di riferimento

Il racconto si basa sui lavori di medievisti come Antonio Durán Gudiol, Alberto Gómez García, Ana Isabel Lapeña e José Luis Corral, le cui conferenze hanno accompagnato diverse edizioni della Rievocazione.

1959 – oggi

Dal ricordo alla Rievocazione

La festa si collega a due momenti del XX secolo in cui il Santo Calice tornò a passare per Bailo e alla marcia che da allora percorre ogni anno il cammino fino a San Juan de la Peña.

1959Il Graal di passaggio

Una notte custodito dal paese

Diretto al Monastero di San Juan de la Peña, il Santo Calice si fermò a pernottare a Bailo. Quella notte furono gli stessi abitanti a occuparsi della sua custodia.

1994Pellegrinaggio

La Hermandad ripercorre quel cammino

Trentacinque anni dopo, la Hermandad de San Juan de la Peña organizzò un pellegrinaggio con il Santo Calice per ricordare il suo soggiorno a Bailo.

Da allora, ogni anno

La marcia fino al monastero

In memoria di quel passaggio, ACURBA (Associazione Culturale e Ricreativa di Bailo) organizza ogni anno una marcia escursionistica da Bailo al Monastero di San Juan de la Peña, che riunisce diverse centinaia di partecipanti.

Perché esiste la Rievocazione

A partire da quella marcia, ACURBA volle approfondire l'episodio storico del soggiorno del Santo Calice nella Sede Reale di Bailo e dargli il posto che merita nella storia dell'Aragona. Da qui nacque la Rievocazione, concepita come continuazione della Marcia Escursionistica: la messa in scena del momento in cui il Calice viene consegnato per essere custodito nella Cappella Reale. Dal 2017 è dichiarata Festa di Interesse Turistico dell'Aragona.

Atto teatrale

La consegna del Graal, rievocata

Il momento centrale della festa mette in scena l'arrivo del corteo reale a Bailo e la consegna del Santo Graal alle autorità ecclesiastiche del paese, nella Plaza Mayor e nella Cappella Reale.

A ogni edizione si sono aggiunti nuovi personaggi al corteo: oltre a Sancho III, Munia, Mancio II e Ramiro, nel 2025 sono entrati l'alfiere Daco Garcés (documentato dallo storico Alberto Gómez) e il buffone Ciresio.

Tre secoli di viaggio

La rotta aragonese del Santo Graal

Il calice arrivò a Huesca intorno al III secolo, inviato da Roma da San Lorenzo. Con l'invasione musulmana dell'VIII secolo fu trasferito verso nord, trovando rifugio successivamente a Yebra de Basa, San Pedro de Siresa e San Adrián de Sasabe prima di giungere a Bailo.

Da Bailo passò a Jaca e poi al Monastero di San Juan de la Peña, dove rimase per oltre trecento anni. Nel XIV secolo il re Martín I el Humano lo trasferì a Zaragoza e Barcelona e nel 1424 Alfonso V el Magnánimo lo portò a Valencia, dove oggi è conservato nella Cappella del Santo Calice della cattedrale.

Questo itinerario - oggi promosso turisticamente come Via del Santo Graal - collega Bailo a una dozzina di tappe attraverso i Pirenei e il resto dell'Aragona fino a Valencia.